Massimo Battaglio

Abitare la terra
Progetti

Cascina Giuliana

Roberto ha deciso di chiedere i finanziamenti per costruirsi la cascina nuova.
“Ma che sia bella”, mi ha detto. Meno male per me, e anche per paesaggio bellissimo che dovrà circondarla. Un gioiellino per tutti, isolato tra i campi.
Si arriverà da sud, da una strada poderale che viene dal paese e prosegue verso i boschi. A est una distesa di pioppeti; a ovest prati con lo sfondo della chiesa e del castello; a nord le Alpi.

 

L’organizzazione planimetrica

somiglia a quella tradizionale: due corpi lineari con esposizione nord-sud, frammezzati dalla corte.
Tuttavia, contrariamente alla tradizione, il corpo “civile” presenta l’affaccio soleggiato verso l’esterno della cascina, e quello principale – ovvero verso la corte – a nord. In questo modo, dalle camere sarà possibile inquadrare il paesaggio, col paese sullo sfondo, in modo da smorzare anche l’effetto di isolamento.
Stalla e tettoie sono unite in orizzontale, secondo i moderni concetti di organizzazione del lavoro, che prevedono anche locali per la mungitura, la conservazione delle granaglie e l’allevamento a terra di piccoli animali.
I loro tetti sono unificati.

Continuità dei volumi

Tra i due corpi principali, sul lato ovest, si snoda un basso portico che fa anche da “facciata” al complesso.  I materiali: largo impiego di mattoni a vista, intonaco color terra, coperture di coppi. Qua e là, quasi ironicamente, emergono le strutture di cemento armato.

 La facciata esterna

come da tradizione, è piuttosto “chiusa”. Ma dal centro, in basso, emerge un volume di cristallo a forma di diamante, spiritoso, che denuncia la proiezione della sala comune.

 Verso strada

Il fronte delle stalle e delle voliere è trattato a “trillage”, cioè con mattoni distanziati che compongono una griglia. E’ un vecchio modo per far passare aria dai muri, rendendola tiepida e asciutta (e un po’ anche per fare economia di mattoni).

Sul retro delle stalle

ci siamo concessi pochi sentimentalismi.
D’altra parte, su questo lato non ci sarà altro che i box per la stabulazione libera dei vitelli, che richiedono di essere schermati da un’alta siepe.

La corte

Mi hanno detto che ha un aspetto un po’ cimiteriale. Pazienza.
E’ un’architettura improntata a estrema razionalità nella gestione delle risorse. Meglio puntare sulla chiarezza strutturale e distributiva e sull’adozione di materiali di qualità, piuttosto che sull’eccesso di ornamenti.
All’ornamentazione, penseranno le donne di casa, che faranno piovere gerani a profusione dai balconi, in modo da gareggiare in bellezza col già strepitoso paesaggio.

“Civile”

Il “civile”, ossia il fabbricato destinato all’abitazione, è organizzato su due piani.
Al piano terra il “centro vendita diretta”, diviso in due stanzette per la lavorazione e per la commercializzazione dei prodotti; poi il magazzino seguito da un bagno; quindi il “salone comune”, un po’ “sala” ma anche tavernetta, a doppia altezza e doppio livello, con annesso un ampio angolo cottura. Seguono la cantina e i garages.
Di sopra, gli appartamenti privati – quello del titolare e quello dei suoi genitori – disimpegnati da una balconata che si proietta sul “salone comune” sottostante, e lo studio, spazio aperto affacciato sulla scala, che servirà tanto per la contabilità della cascina e per le varie attività intellettuali che oggi occorrono per la sua moderna gestione, e tanto per i figli, per i compiti di scuola.

Il soggiorno comune

E’ compatto ma molto articolato. In fondo, la “finestra a diamante” col tavolo quadrato estensibile. A destra il famoso “angolo cottura” diaframmato da parete scorrevole. Sulla sinistra la scala, da sui si intuisce il parapetto sel soppalco-studio.
In sfondo il paese e, più in lontananza, la collina di Superga.

Naturalmente,

Cascina Giuliana sarà un complesso del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico ed è pensata con tutti gli accorgimenti per evitare sprechi di calore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *