Massimo Battaglio

Abitare la terra
Disegni e Fantasie

Disegni di viaggio e di rilievo: Roma paleocristiana

Mi è tornato tra le mani un album di disegni dei tempi dell’università: un gruppo di fogli uniti in un quaderno, sui quali avevo preso appunti nelle varie chiese paleocristiane di Roma, in vista dell’esame di Storia Medioevale. Ne pubblico qualcuno.

Perché disegni e non foto?

Innanzitutto perché a quei tempi non ero per niente un buon fotografo, mentre mi sentivo già abbastanza sicuro con la penna. E poi perché la riscrittura dell’oggetto osservato costringe a un’analisi più attenta, sia delle forme che delle tecniche e dei materiali. Inoltre, il disegno è selettivo; permette di focalizzare l’attenzione su ciò che si ritiene più importante da analizzare. Infine, il disegno è più immediato: lo so controlla in tempo reale; si può apprezzare istantaneamente il risultato. E richiede mezzi tecnologici talmente elementari da non dovervi prestare attenzione.

Come si fa un disegno dal vero

Intanto ci si arma di carta, penna e pazienza. A volte adopero piccole moreschine, più spesso fogli A4 che uso normalmente in verticale. Poi si va sul posto. Talvolta può capitare che ci si trovi improvvisamente di fronte a qualcosa di interessante da disegnare (e la moreschina diventa l’ideale), talaltra abbiamo già scelto in partenza l’oggetto del disegno. E si inizia a guardare.

Come si comincia

Occorre sempre un primo giro di ricognizione, nel quale prendere confidenza con l’edificio, osservarlo, impararlo, entrarci in sintonia. Quindi si sceglieranno le immagini da ricostruire. In base a questa scelta, si organizza la pagina: una piccola pianta in basso a sinistra oppure al centro, oppure una veduta volumetrica o prospettica, intorno alla quale ruoteranno i particolari da ritrarre. Le cose che non si possono dire con la penna, possono essere annotate ai margini.

Disegni a penna o a matita?

Personalmente preferisco la penna. La matita permette troppe correzioni, il che finisce per non favorire la concentrazione. La penna, col suo segno definitivo, costringe il disegnatore a pensare molto bene al segno che sta per tracciare. A volte uso anche qualche pennarello colorato per evidenziare qualche aspetto particolare.

Dal rilievo alla fantasia

Il disegno permette anche di passare simultaneamente dal rilievo alla fantasia. Ovvero: osservando un edificio e conoscendone in anticipo la storia, è possibile ricostruire il suo aspetto originario, ipotizzare le diverse fasi costruttive, immaginare come si sviluppavano le parti di cui resta solo qualche reperto.


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