Massimo Battaglio

Abitare la terra
Progetti

Casa Daniela Ristrutturare conservando

Daniela aveva ereditato una casa di tre piani con due alloggetti di ringhiera per piano. In tutto sei alloggi. Ballatoio, una stanza davanti, una stanza dietro, cesso sul ballatoio. Va da sè che in questa casa non abitava più nessuno, a parte la nonna, che si era “allargata” ritagliandosi “addirittura” un bagnetto al pianterreno.

Quando una casa è quasi disabitata, deperisce più in fretta. E Daniela si rimboccò le maniche e mise mano al mattone. O meglio: alla mattonella. Perché l’ingrediente più curioso di questo intervento è stato il recupero delle antiche mattonelle. Dal quale si è partiti per recuperare un po’ di tutto, nella misura del possibile.

Il primo piano

Dal punto di vista distributivo, c’era poco da scherzare. Le volte a padiglione scaricanti su muri anche piuttosto sottili, costringevano a prendere sul serio i caratteri tipologici originari della nostra casa, con poche possibili varianti. Uniti i due appartamenti, il gioco era quasi determinato. La stanza in fondo è stata divisa per ricavare il bagno e un disimpegno, riservando la parte rimanente a una piccola cucina. Sul resto, puri interventi di manutenzione e conservazione.

Conservazione

C’erano parecchie cose che meritava conservare: le porte anni trenta, le decorazioni in cemento lucidato, e soprattutto le piastrelle “cementine” esagonali, che si estendevano su buona parte dei pavimenti.

Tuttavia: le nuove porte erano più di quelle originarie, e le mattonelle erano mezze rotte. Si è quindi scelto di concentrare tutti i serramenti antichi al primo piano e di inserire tutti serramenti nuovi al secondo. Quanto alle mattonelle, sono state rimosse cautamente e selezionate a una a una. Quelle recuperate sono state riposizionate nell’appartamento del primo piano.

Innovazione

Al secondo piano, l’adozione di pavimenti e infissi nuovi hanno permesso un minimo di innovazione in più. Il varco tra la cucina e la zona pranzo è stato realizzato con un’ampia vetrata opalina con cornice “essenziale”.

Questo modello di serramento è stato adottato in tutto l’alloggio. A terra si è stesa un pavimento continuo in resina trasparente appena decorata con polveri ossidate. Quasi un conservazione non reintegrativa.

Alcuni elementi di lirismo

Mi sono riservato qualche piccolo spazio espressivo: nella forma dei nuovi camini, a fiamma di candela, nel disegno della libreria integrata alla porta, nel letto singolo che fa tutt’uno col piccolo scrittoio.

Il nuovo sottotetto

Daniela ha poi deciso di ricavare un appartamento per sè nel sottotetto, sfruttando la legge regionale che consente di renderli abitabili. Lasciandomi guidare dagli elementi esistenti, ho pensato a uno spazio fluido ma articolato, adatto all’abitazione di una persona singola.

La scala è quella antica, che sale a fianco del muro dei camini. A destra, nello spazio rimanente, ho inserito la cucina, che si affaccia come una balconata sulla rampa d’ingresso. Dall’altra parte si apre lo spazio living, seguito da guardaroba e bagno. Ho inserito due abbaini contrapposti, uno verso strada con finestra a filo; l’altro verso cortile, con piccolo balconcino coperto. Il letto si insinua nell’abbaino verso strada. E’ su rotelle, estraibile, ma può restare tranquillo dov’è, nella sua nicchia privatissima affacciata verso il Monviso. Intorno, armadi continui definiscono il perimetro dell’appartamento.

2 Comment

  1. Molto bello Massimo. Intervento che massimizza gli spazi, lineare, pulito e funzionale, molto attento alla logica distributiva, alla valenza del recupero e alla luce.

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