Massimo Battaglio

Abitare la terra
gioielli nascosti

I Verdi abitanti torinesi Capitolo 1° – i viali

Torino, coi suoi 21.300.000 metri quadri verdi, 24 per abitante, non è tra le città più verdi d’Italia. Il rapporto verde/abitanti di Trento è più di 400. Matera, Pavia, Lodi, Cremona, Terni, Potenza e Reggio Calabria superano i 100. Torino è però al secondo posto tra le grandi città. Roma ha 13,78 metri quatri per abitante, Milano 16,4 e Napoli 29,4. Il primato di Torino è comunque quello del verde stradale: 110.000 alberi disposti lungo 320 chilometri di viali alberati che si intrecciano senza soluzione di continuità. La rete tendenzialmente ortogonale delle strade di Torino è fatta in modo che, ogni sei o sette vie, si insinui un lungo corso con due, quattro o addirittura sei file di piante. Rigogliose lame verdi intervallano il costruito da nord a sud; altrettante partono dal parco della Collina e dal Po, proiettandosi verso le montagne.

Talvolta, i filari alverati sono disposti ai lati della strada. Su fila singola o doppia, dividono il “corso” centrale dai caratteristici “controviali”. Attenzione: per i non torinesi, il termine “controviale” fa un po’ ridere. E’ una parola tutta nostra, che indica quella corsia stradale laterale che va dal marciapiedi all’aiuola alberata.

Sistema a viale e controviali (corso Agnelli)

Altre volte, le alberate stanno al centro, delimitando larghe aiuole spartitraffico verdi, spesso così ampie da diventare veri e propri giardini lineari.

Sistema a viale parco (corso Regio Parco)

Le varie essenze arboree

L’essenza arborea più diffusa a Torino è quella dei platani. Se ne contano più di 19.000 esemplari, tra quelli che punteggiano i parchi e quelli allineati lungo le alberate. Il secondo posto va ai tigli. Se ne contano 15.000 esemplari. Seguono 6.000 bagolari e 5.000 aceri platanoidi. Gli ippocastani, i carpini e le quercie arrivano a 4.000. Gli olmi sono 2.000; I pioppi e i pruni da fiore 1.500. Si contano poi 1.200 robinie, 1.000 frassini, altri 1.000 pini di varie specie, e una trentina di altre essenze.

Il platano di Villa Tesoriera

Platani

Il decano degli amici verdi della città, è il grande platano di Villa Tesoriera. Ha più di duecento anni. Alcuni studiosi lo datano al 1797, altri addirittura al 1715. Il suo fusto misura più di 7 metri di circonferenza. La chioma raggiunge i 15 metri ma li supererebbe di gran lunga se non fosse periodicamente potato per ragioni di sicurezza. Altri platani degni di nota sono quelli disposti lungo i quattro filari di corso Agnelli, quelli del successivo corso 4 Novembre, quelli antichi ed enormi di corso Vittorio Emanuele II e di corso Regina Margherita. Un platano colossale si trova anche in piazza Omero. E’ un po’ un albero “sacro”: rende onore al partigiano Gianni Blandino, che  proprio lì fu ucciso dai tedeschi.

Tigli di corso OrbassanoTigli

Tigli

Un’alberata di tigli a me cara è quella di corso Orbassano. E’ un viale modesto, senza controviali, fiancheggiato da due soli filari di alberi. Non sono alberi enormi ma resistono al cemento. E, nella stagione della fioritura, prima metà di giugno, combattono il tanfo dei motori espandendo un profumo dolcissimo, particolarmente trionfante dalle ore serali al primo mattino.

Bagolari ai Giardini Cavour

Bagolari

Il bagolaro è anche detto “spaccasassi”. Il che ne spiega l’adozione diffusa soprattutto lungo i viali, dove le radici vincono alla grande sull’asfalto. Eppure sono alberi leggiadri, dal fogliame piccolo e rado, che compone una trina tra cui si insinua il cielo. I più antichi bagolari di Torino sono quelli dei Giardini Cavour e quelli di Corso Vinzaglio.

Acero platanoide in corso San Maurizio

Aceri

Spesso capita di imbattersi in infilate verdi che sembrano fatte di platani piccolini. Non sono platani ma aceri. A Torino, ne abbiamo soprattutto di due specie: quello “pseudoplatano” e quello “platanoide”. E poi ne abbiamo altri, più adatti ai giardini che alle alberate, che vedremo più avanti. Hanno una corteccia chiara, simile appunto a quella del platano, e una foglia altrettanto stellare ma meno frastagliata. I più notevoli sono quelli di corso San Maurizio, di corso Re Umberto e di corso Galileo Ferraris.

Ippocastani in corso Montevecchio

Ippocastani

Rigoglioso anche se non enorme, quasi barocco, è l’ippocastano, diffuso soprattutto nei luoghi verdi più storici, come i Giardini Reali, quelli del centro (Giardini Sambuy e Lamarmora), o lungo i corsi della Crocetta. (corso Stati Uniti, corso Montevecchio). La loro bellezza di dispiega soprattutto durante la fioritura, a maggio-giugno, quando la chioma è punteggiata di grandi fiori a pannocchia, di colore bianco o rosso rubino secondo la varietà.

Pioppi piramidali nel viale di Stupinigi

Pioppi piramidali

I pioppi più famosi sono sicuramente quelli del viale di Stupinigi. Purtroppo, nel tratto più suggestivo, quello più vicino alla Palazzina di Caccia juvarriana, sono stati sostituiti da più robusti aceri. Restano però in tutto il loro severo splendore nel primo tratto, oltre che tutto intorno alla residenza sabauda.

Peri in corso Tazzoli

Peri, ciliegi, pruni

La primavera a Torino arriva all’improvviso, con l’esplosione rosa dei peri, dei pruni, dei ciliegi da fiore che irrompono in alcune alberate. Si segnala quella di corso Tazzoli, ma dovremmo citare anche quella di piazza Santa Rita, dell’ultimo tratto di corso Orbassano e di alcuni angoli dei giardini del Fante, alla Crocetta.

Lavestroemie in via Pio VII

Lagestroemie

Negli ultimi anni ha fatto irruzione una pianta precedentemente poco considerata: la lagestroemia. Viene adottata soprattutto lungo le piste ciclabili, perchè riesce a connotarle da lontano. Si tratta infatti di un alberello di piccole dimensioni ma di grande effetto. La sua fioritura rosa o rosso rubino inizia in primavera e non si interrompe fino a settembre inoltrato.

glicini sul cavalcavia di corso Bramante

Glicini

Altra pianta che fiorisce a profuzione nei viali e nei giardini torinesi, è il glicine, nelle varietà violetto e bianco. La più spettacolare piantagione di glicini è sicuramente quella lungo corso Bramante, che trasforma un tetro cavalcavia ferroviario in uno spledido giardino stradale.

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