Massimo Battaglio

Abitare la terra
gioielli nascosti

Itinerari verdi ciclistici a Torino

A seguito dell’articolo precedente, propongo quattro itinerari ciclistici in giro per Torino. Toccano quasi tutti i giardini e della città e le sue più significative alberate. Tutti possono essere compiuti quasi completamente su pista ciclabile o percorsi protetti. Si possono svolgere in mezza giornata o anche in una giornata intera, se si vuole approfondire la conoscenza dei vari giardini.

Lungo il Po

Il primo degli itinerari si svolge sulle due sponde del Po. Si può partire da Piazza Vittorio (0), scendere lungo il viale di lagestroemie di corso Cairoli, approdare al Valentino (1), il primo parco urbano torinese di una certa consistenza, realizzato nella seconda metà dell’800 intorno all’omonimo castello seicentesco. Qui si consiglia un’incursione nel “giardino roccioso” dedicato al Terzo Alpini. Poi il grande roseto e i vicoli del “borgo medioevale” (2) realizzato in occasione dell’esposizione universale del 1884. Quindi la fontana “dei dodici mesi”, monumentale realizzazione dovuta alla successiva Espò del 1889. Fu concepita per mostrare le magnifiche versatilità di un nuovissimo materiale da costruzione: il cemento armato.

Si prosegue coi giardini intorno al Ponte Isabella (3) e quindi col parco di Italia ’61, realizzato per la celebrazione del primo centenario dell’unità d’Italia (4). L’estremo sud del nostro itinerario sarà al parco delle Vallere (5), dove, imboccata una passerella in ferro, passeremo alla sponda destra del fiume.

Da qui torneremo verso nord. Percorreremo la nuova pista a bordo del fiume e procedento fino alla Gran Madre. Imboccheremo poi gli stradini del Parco Michelotti (6), ex giardino zoologico. Proseguiremo a pochi metri dalla riva fino al monumento e alla passerella dedicati a a Fasto Coppi (7) in corrispondenza del Motovelodromo. Ci spingeremo alla Madonna del Pilone (8). Quindi attraverseremo i parchi dell’Arrivore e del Meisino(9).

Tornati sulla sponda sinistra, andremo al parco Colletta (10), sulle tracce dell’antico casino di piacere del Regio Parco. Scavalcando la Dora, ci metteremo sul lungo Po Antonelli (11) e torneremo a Piazza Vittorio.

Torino sud

I due successivi itinerari partono dal giardino di Piazza Statuto (0), ai piedi del monumento dedicato alla realizzazione del Traforo del Frejus nel 1879. Spingendosi per un tratto a nord lungo la nuova pista di corso Principe Oddone, si raggiunge Parco Dora.

Da qui si scende lungo il fiume fino al parco della Pellerina, caratteristico per i suoi laghetti (3) intorno alla cascina Marghesa (4). Si prende quindi la pista ciclabile di corso Montegrappa (5) deviando verso il parco di Villa Tesoriera (6). Da qui, attraverso corso Francia, si passa al bel viale parco di corso Brunelleschi, che si segue fino al Parco Ruffini (7).

Imboccato corso Siracusa, si farà un’incursione a Parco Rignon e si proseguirà fino a Piazza Livio Bianco (8) e poi, attraverso i viali parco di corso Tattoli e corso Traiano, si raggiungerà il parco Di Vittorio (10). Da questo si passerà al parco Colonnetti (11) con le sue incantevoli oasi naturalistiche, e al parco del Sangone. Il cuore di questo parco è il mausoleo della Bella Rosin (12) ma altrettanto suggestivi sono i ruderi del Castello di Mirafiori.

Si torna verso nord attraverso la pista di Corso Unione Sovietica e poi di Corso Agnelli, attraversando il nuovissimo parco di Piazza d’Armi (13)  e quindi la Spina Centrale (14).

Torino centro e nord

Il terzo itinerario permette di toccare i più antichi giardini della città: i giardini La Marmora (1), quelli di piazza Solferino con la Fontana Angelica (2), il viale parco ritrovato di corso Re Umberto (3), il delizioso giardino Sambuy di Porta Nuova (4), il complesso dei “giardini dei ripari” (5), costruito dopo l’abbattimento dei bastioni, che comprende l’aiuola Balbo e il giardino Cavour. Dalla magica piazzetta Maria Teresa, si tornerà indietro verso il giardino di piazza Carlo Alberto. Da qui si svolerà in piazza Castello dando uno sguardo al giardino più antico di tutti: l’orto medioevale di palazzo Madama. Quindi si scenderà nei Giardini Reali (6).

Si proseguirà verso nord imboccando i viali di corso Regio Parco (7) e di corso Belgio. Si costeggia poi il Cimitero Generale (8). Percorrendo la parte interna del parco Colletta (9), si potrà tentare un’incursione nel grande vivaio comunale dell’ex fabbrica tabacchi. Ci si troverà quindi a Parco Stura (10), spingendosi fino a Falchera, quartiere verdissimo contornato dai “laghetti” (12). Al ritorno potremo ancora attraversare i giardini Sempione (13).

La collina

Il più avventuroso degli itinerari è quello della collina. Parte da Piazza Vittorio. Si inoltra lungo la riva destra del Po fino alla stazione della “dentiera” (tramvia a cremagliera) (1) che porta a Superga. Lì a sinistra, si imbocca la “rampa” di Superga. Ci si inerpica nel parco naturale della collina fino alla Basilica (2). Qui, il più è fatto. Imboccata la “strada panoramica” (3), si andrà praticamente in piano fino al parco della Maddalena (4). E’ il punto più alto delle colline torinesi. Lo domina il Faro della Rimembranza (4).

Dalla Maddalena si scende a Cavoretto, al Parco Europa (5). Si tornerà quindi sul lungo Po. Resta il tempo per un’incursione al parco di Villa Rey (6), al Monte dei Cappuccini (7) e, per i più instancabili, alla Vigna della Regina.


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