Massimo Battaglio

Abitare la terra
Progetti

Campo fotovoltaico attrezzato

Questo è un progetto di qualche anno fa, che trova ora compimento. Si tratta della costruzione di un campo fotovoltaico attrezzato con magazzino, spogliatoi e con un’aula didattica.

Un campo fotovoltaico è sempre una cattiva idea?

Ho sempre guardato con un certo sospetto i campi fotovoltaici. Forniscono certamente energia pulita e contribuiscono a un bilancio energetico globale positivo. Ma il bilancio locale è disastroso. Terreni anche piuttosto consistenti vengono sottratti all’agricoltura o, peggio, al pascolo e al bosco. Sotto i lastrici non cresce più niente. Sopra, non volano nemmeno più gli uccelli.

Il nostro campo fotovoltaico

Questo campo però, ha qualche particolarità. Si è scelto il sito di una vecchia cava di argilla,
oggi quasi completamente sterile, come tutti i terreni in cui, per decenni, si è cavata terra per mattoni. Praticamente è una piazza in aperta campagna, sul fondo di una conca artificiale altrettanto spelacchiata. Come sedime per i lastrici fotovoltaici verrà utilizzata la sola parte pianeggiante, quella centrale. Le sponde, troppo ripide per ospitare lastrici in sicurezza, verranno invece rinaturalizzate. Alla fine, si tratterà quasi di un’operazione di restauro ecologico.

I tre casotti

A lato del campo stanno ora per essere costruiti tre capanni: un magazzino, uno spogliatoio e un’aulta didattica. In quest’ultima verranno spiegate ai visitatori le caratteristiche tecnologiche e la filosofia del fotovoltaico. Saranno tre scatole, ottenute come variazioni di un modello. Ovviamente, il capanno dell’aula didattica sarà dotato di impianto fotovoltaico, con vista sul campo.

Piccoli esercizi di composizione

Primo passaggio: disegno un cubetto (in realtà è un prisma a base quadrata ma non sottilizziamo). Le tre pareti laterali sono in muratura di blocchi di calcestruzzo espanso portante. Il tetto è in lamiera grecata. Risvoltando la lamiera grecata sul lato principale, ottengo la facciata. Ho progettato il magazzino.

Secondo passaggio: il secondo capanno, destinato a spogliatoi e servizi, ha bisogno di aria e luce. Allora taglio di sbieco le due pareti laterali secondo una linea parallela a quella dei vicini lastrici fotovoltaici. Butto via il triangolo superiore e lo sostituisco con lame bris soleil, che fanno figura di una lamiera grecata svuotata. Volendo, all’interno chiuderò con vetrate.

Terzo passaggio: L’aula didattica ha bisogno di un’estensione all’esterno. Serve a ripararsi dal sole o dalla pioggia, a bere qualcosa, mangiare un panino. Duplico allora i setti a nord e a ovest, generando una specie di tettoia. Le pareti tra la tettoia e l’interno sono largamente vetrate, per permettere il contatto diretto col campo.


 

 

2 Comment

  1. Lo trovo un progetto pratico é innovativo. Trasformare una cava sterile in uno spazio energetico e didattico è innovativo, potrebbe diventare un brand turistico…. manca il ristorante e il solarium… ora mi uccidi lo so….

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