Massimo Battaglio

Abitare la terra
Attualità e riflessioni

Periferie al bando e allo sbando

Quando ho deciso di scrivere questo articolo,

non sapevo di aver avuto un’idea così poco originale. Una breve passeggiata in rete mi ha fatto capire di essere in buona compagnia. Non solo i sindaci, gli assessori, i rappresentanti delle comunità penalizzate dal blocco del bando periferie si erano fatti sentire. Anche tanti architetti, tante persone interessate ai temi della città, avevano messo mano alla tastiera. Abbiamo scoperto di colpo che la speranza di migliorare le nostre periferie era davvero alta. Il rinvio truffaldino del finanziamento di 96 porgetti di riqualificazione di aree urbane degradate, è arrivato come una doccia molto fredda.

Vicenza – Liberare energie urbane

E dire che all’inizio ero stato piuttosto scettico.

Anni di esperienza di architetto e di cittadino, mi avevano indotto a guardare al termine “riqualificazione” con molto sospetto. Mi sapeva di pannelli in rete zincata, altalene in legno dai colori stravaganti, anfiteatrini in cemento e poco altro. Avevo presenti piazzette informi identiche a prima ma con una “area cani” in più. Mi faceva venire alla mente giardini affidati alla cura di ingegneri esperti in autostrade. Sì, è capitato, per una stortura burocratica. Quando si mette a bando una progettazione col criterio del “curriculum maturato in opere simili”, diventa possibile anche questo. Perché, per legge, i giardini rientrano nella stessa categoria delle “opere stradali”. Cosicché, aver spalmato chilometri di asfalto sulla val di Susa diventa un titolo vincente per occuparsi di ridefinizione del verde urbano.

Tricarico – Orti saraceni

Questa volta però era diverso.

Il gruppo di lavoro del sen. Renzo Piano aveva lavorato bene. E aveva previsto, tanto per cominciare, che tutti i progetti da presentare al Governo Gentiloni fossero frutto di concorsi di idee. Non quindi progetti compilati nel chiuso degli uffici tecnici, ma vere occasioni di architettura. In cui anche gli uffici tecnici avrebbero avuto un ruolo chiave.

Puglia – area 2

I finanziamenti

sarebbero stati confermati solo allo stadio di progettazione esecutiva. I lavori sarebbero stati pagati in base al loro avanzamento. Come nella buona tradizione europea.

Ruvo di Puglia

Le strade scelte dai vari Comuni

erano molto diverse. Alcuni avevano scelto di concentrarsi su edifici chiave, su spazi strategici. Altri avevano pensato a realizzazioni piccole ma diffuse. Torino aveva scelto lo slogan della “agopuntura urbana”, cioè di una diluizione estrema degli interventi, ai limiti del non visibile. Non so se sia un delirio o una provocazione (lo temo fortemente) o se sia la via migliore.

Torino – parco dora valdocco

I primi 24 progetti dei 120 presentati

furono immediatamente finanziati. Costo: 500 milioni di euro. Data la qualità delle proposte e le effettive urgenze che avevano messo in luce, si decise di proseguire. Si estese il finanziamento agli anni successivi, recuperando fondi per altri 96 progetti. Furono previsti ulteriori stanziamenti per 1,6 miliardi di euro.

Taurianova – periferia 167

Un miliardo e seicento milioni di euro cancellati

con un emendamento difficile da capire, votato di notte ai primi di agosto. Ma no, ma no! E’ solo un rinvio! E poi è un atto dovuto, perché c’è stata una sentenza della Corte Costituzionale. Certo: tutto il busillis parte dalla Regione Veneto, che aveva sollevato il problema che non erano state ammesse al bando le Regioni, per l’appunto, ma solo i Comuni. Che strano: la Regione Veneto era amministrata da una giunta di colore opposto a quello del Governo di allora. Chissà se, oggi che a Palazzo Chigi è cambiato il vento, avrebbero sollevato lo stesso problema.

Marsala

Ma allora:

se il problema è una sentenza della corte costituzionale, come si fa a sostenere che è solo un rinvio? E se anche fosse, come si potranno iniziare i lavori già progettati? Perché i Comuni non possono mica procedere senza adeguata copertura finanziaria. Questo sì che sarebbe davvero illegale. Più che di rinvio, mi sa proprio di sgambetto. Peggio: di sgambetto non calcolato. Di perfidia nella perfidia: da una parte rendi impossibile una grande idea e dall’altra la cancelli.

Sassari

Nel frattempo

molti di loro andranno a elezioni. Le amministrazioni verranno punite perché non hanno mantenuto le promesse. I nuovi amministratori vorranno distinguersi dai precedenti e butteranno tutto all’aria. Il rinvio diventerà illimitato. Sogni infranti; periferie addio.

Reggio Calabria

La tragedia nella tragedia

sta nel fatto che, tra i 96 progetti rinviati, ci sono i più importanti. Sì perché sono quelli che riguardano i Comuni più piccoli, quelli di “prima cintura”. Questi centri, ormai inglobati nel sistema urbano delle grandi città, sono ormai ridotti a quelli che una volta erano i “quartieri dormitorio”. Succubi dell’attrazione dei capoluoghi, hanno ormai perso le loro identità specifiche. Le conseguenze negative di questo fenomeno sono duplici: da una parte la bruttezza e la desolazione dei Comuni di cintura. Dall’altra il congestionamento delle città. Una spirale infernale.

San Bonifacio Veneto

Distribuire piccoli semi bellezza

in queste piccole situazioni urbane, avrebbe significato capovolgere la rotta. Realizzare piazzette decorose e giardini ricchi di poesia nelle periferie, avrebbe per esempio rilanciato il mercato immobiliare. Si sarebbe così innescata anche la volontà di ristrutturare le abitazioni e poi i negozi. Forse si sarebbe arrivati alla demolizione di capannoni in disuso e al recupero di piccole aree industriali.

San Mauro Torinese – Parco connettivo nella periferia nord ovest

E niente

è andata così. In un’estate in cui sembra che le urgenze nazionali siano gli sbarchi dei migranti e “genitore 1 e genitore 2”, si conferma che, delle periferie, e in genere della qualità della vita, al governo del cambiamento, non gliene frega un bel niente.

2 Comment

  1. Con la mano di RENZO PIANO io non annullerei nulla, anzi incoraggerei chi vuole fare tanto più che va tutto a vantaggio dell’ Italia e della sua popolazione

  2. Mi è parso molto opportuno dare conto di questa brutta situazione, ma ancora di più apprezzo le illustrazioni, che ci aiutano a capire quanto sia capillarmente diffusa la necessità di rimediare alla scomparsa delle fabbriche oppure proporre elementi di vita in ambienti non connotati. Potresti indicare le fonti delle foto?

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