Massimo Battaglio

Abitare la terra
Progetti

Torino, il Redentore, atto terzo: la cappella

Alla chiesa del  Redentore a Torino sta per iniziare la terza stagione di interventi di restauro e riqualificazione: quelli che riguarderanno la cappella feriale. La prima fu quella che, quindici anni fa, mi dette l’onore di curare tutta la compagine esterna. Restaurammo le murature e i famosi tetti per i quali realizzammo finalmente il manto di copertura in rame lasciato incompiuto. E dovemmo “inventare” una tecnica particolare per gestire grandi falde di forma complessa.

La seconda fu il recupero del sotterraneo, in cui ci permettemmo anche di affiancare la chiesa con un piccolo nuovo volume per permettere l’accesso indipendente al nuovo spazio non sacro.

Ora tocca alla cappella

La piccola costruzione a lato della chiesa soffre di due ordini di problemi. Il primo è tutto il campionario di malanni che può presentare una struttura di cemento armato di vecchia concezione dopo sessant’anni. Non ne parlo perché, in questi giorni, siamo tutti molto ben informati. Un secondo ordine di problemi nasce dal fatto che l’ambiente, mai completato, è stato per anni sottoutilizzato o usato male. Manutenzioni bislacche, oggetti depositati con fare unicamete utilitario, l’hanno ridotta quasi a uno spiacevole deposito.

Mi è stato richiesto di studiare innanzitutto un buon intervento di pulitura, manutenzione e consolidamento. E poi una soluzione per valorizzare tutta la piccola costruzione, compresi i minuscoli spazi più bassi, ai lati dell’aula esagonale centrale. L’intendo principale è di disporre di una struttura adatta alla preghiera e all’incontro di piccoli gruppi, alternativo alla smisurata chiesa principale. Si intende inoltre risolvere il problema della custodia eucaristica, che non può continuare a limitarsi a un piccolo tabernacolo la cui vista quasi si perde nella vastità della chiesa grande.

L’idea

è di allestire un ambiente caldo, di sapore interlocutorio, per piccole comunità. L’altezza delle pareti sarà smorzata dall’inserimento di un ciclo pittorico dedicato alla figura di Maria nel Vangelo. Tele di medie dimensioni, probabilmente reclinate un po’ verso il basso, occuperanno il registro superiore delle pareti bianche, al di sopra del fregio in mosaico dorato. Luci a calata, disposte a gruppi di tre, rivolte verso il basso, accentueranno ancora di più il senso di intimità, illuminando in modo privilegiato l’assemblea.

Per la custodia eucaristica

sarà allestito lo pazio a sinistra della cappella. Sarù un’ulteriore cappellina, arredata come un coro, con il tabernacolo al centro. La presenza eucaristica sarà quindi al termine di un lungo percorso: dalla chiesa alla cappella e quindi alla custodia. L’infilata delle porte tra i vari ambienti permetterà comunque di vedere il Santissimo già da lontano, accentuando il senso di avvicinamento graduale

La statua della Vergine

sarà collocata su una nuova base. Intorno al piedestallo esistente, un prisma di marmo a base esagonale, verrà realizzato un giro di piccoli prismi secondari. Come a formare una concrezione di cristalli. Questa sistemazione era già stata prevista dai progettisti del Redentore, Nicola e Leonardo Mosso. Non fu tuttavia mai realizzata. Ci pare che sia interessante riproporla anche per dare una sistemazione ordinata ai vari fiori e lumi che vengono portati spontaneamente.

Le porte

saranno analoghe a quelle già realizzate nelle altre parti del complesso. Si tratta di manufatti di intenso lirismo. Alcune sono ottenute mediante l’accostamento di tavole di cantiere. Altre sono in lastre di cristallo senza serramento fisso. In alcuni casi, le maniglie hanno forma di croce. Questa suggestiva soluzione verrà replicata nella nuova bussola d’ingresso.

Alla fine

resteranno ancora moltissimi lavori da fare, soprattutto all’interno della chiesa. Pulitura di volte e pareti, restauro del cemento armato, sostituzione di serramenti… Operazioni in sè semplici ma da eseguire in una situazione piuttosto problematica. Il solo ponteggio occorrente sarebbe un’autentica opera di alta ignegneria. Alcune operazioni di “pulizia” sono già state fatte. Per esempio, si è fatta giustizia di tanto ciarpame scarsamente decorativo che ha deturpato per decenni il presbiterio. Molto altro resta in attesa. C’è per caso un benefattore che legge questo articolo?


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