Massimo Battaglio

Abitare la terra
Attualità e riflessioni

Piazza Baldissera e altri imbuti

Mi dicono – gente che se ne intende – che il costante imbottigliamento di Piazza Baldissera si deve al fatto che la rotonda ha solo due corsie mentre i corsi che convergono ne hanno almeno tre. L’osservazione ha un senso.

E’ un problema di idraulica

Se prendiamo un gruppo di persone e chiediamo loro di passare da una porta stretta, è evidente che dovranno mettersi in fila. Se prendiamo un imbuto per travasare l’acqua di un secchio in una bottiglia, è evidente che l’imbuto si riempirà. Praticamente, l’acqua si “mette in fila”. Ma se il becco dell’imbuto è troppo stretto, l’acqua uscirà fuori.
Questo spiega le code in ingresso alla rotonda; spiega meno quelle in uscita, che si formano quando “straripa” anche l’imbuto successivo, cioè quello della rotonda di corso Regina.

Ma è soprattutto un problema di malafede

Visto che i progettisti di rotonde, normalmente, s’intendono abbastanza di idraulica, perché allora le hanno costruite a imbuto? Cioè: perchè hanno realizzato delle rotonde a due corsie dove convergono diverse strade che, di corsie, ne hanno almeno tre?
Ho un sospetto: per far tornare i conti.
Perché tre metri e mezzo di verde costano infinitamente meno di tre metri e mezzo di asfalto.
E, quando sei un perito meccanico del Comune e il tuo ingegnere capo ti ordina di fare in fretta a far tornare i conti, ricorri anche a questo espediente. Cioè: facciamo una corsia in meno e ci seminiamo un po’ di erbetta.
Poi l’ingegnere, dall’alto della sua incontestata sapienza, presenterà il progetto ad assessori e consiglieri assonnati che non si accorgeranno della cosa, e la frittata è fatta.

Alla fine, è un problema di valori

Malafede fatta sistema, sorretta da una totale perdita di coscienza del proprio ruolo: tecnico o politico che sia. D’altra parte, lo stesso nome di piazza Baldissera chiarisce quanto sia ormai saltato tutto il sistema di valori che dovrebbe sorreggere l’amministrazione politica e tecnica di una città. Chi era “Baldissera”? Cosa rappresenta?

Antonio Baldissera

nacque a Padova il 27 maggio 1838. Morì a Firenze l’8 gennaio 1917. Fu un generale italiano, capo delle truppe in Eritrea nel 1888. Passato dagli studi in seminario a quelli militari nell’esercito austriaco, tornò in Italia quando l’aria cominciò a cambiare. Si distinse in una delle guerre coloniali più infami della storia d’Italia. Non visse mai a Torino.
E
ra proprio il caso di dedicargli una piazza di quell’importanza? Anzi: era proprio il caso di dedicargli una qualunque strada?

Ma sono sicuro che il novantanove per cento dei consiglieri comunali da Porcellana in poi, non si sono mai posti il problema. (Porcellana fu il primo presidente della commissione toponomastica). Molti di loro sono sicuramente convinti che piazza Baldissera prenda il nome dal noto paesino vicino a Torino. Il quale però si chiama Baldissero.
Q
uanto ai tecnici: la loro principale occupazione – mica per colpa loro; sono le norme – consiste nel trovare il modo per salvare il culetto e declinare responsabilità. Il concetto di “mission”, che deriva da quello di “missione”, negli uffici tecnici comunali, è noto tanto quanto il personaggio di Antonio Baldissera.

Che fare?

Serve un sottopasso? Può darsi.
Serve una corsia in più? Sarebbe bello: basterebbe farla.
Ma, per evitare casini nelle prossime mille piazze Baldissera, la soluzione è una: abolire gli ingegneri capi e i capi degli ingegneri capi.

2 Comment

  1. A mio parere, il lungo corso creato con i lavori di copertura della ferrovia ha illuso che si potesse approfittare dell’ampia arteria per raggiungere in fretta dal nord il centro e il sud della città e viceversa, dal sud il centro e il nord. L’equivoco malefico è che si possa ovviare al traffico costruendo nuove strade, che fatalmente attirano nuovo traffico. Ora, si faccia quanto prima questo benedetto sottopasso, ma si creino anche linee aggiuntive di mezzi pubblici che mitighino il traffico attirando nuovi utenti! Non è logico né civile che gli impiegati si rechino in centro per lasciare la macchina 8 ore da qualche parte, occupando spazi immensi nelle ore degli spostamenti: scelgano altri mezzi!

  2. Bisognerebbe forse fare un ragionamento contrario a quello che si faceva normalmente negli uffici della provincia ecc… invece di togliere i mezzi per la scarsa utenza migliorare il servizio per convincere l utenza ad usare i mezzi

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